24.7.06

Diario di guerra. Giorno 13

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La smoking gun. E perché Israele ha già vinto.

[aggiornamenti in basso]



L'arma di produzione iraniana sequestrata ieri ai primi due prigionieri di guerra.


Oggi, il nuovo complesso carcerario che si va costruendo per i prigionieri delle operazioni del Libano, ha trovato i suoi primi ospiti, catturati negli scontri a fuoco intorno a Maroun Al-Ras.
Le armi iraniane che i due portavano, e che l'IDF ha mostrato al mondo attraverso la foto che si vede qui a fianco sono solo un simbolo e non una prova (di cui non c'è più alcun bisogno) del diretto coinvolgimento iraniano nel conflitto.

Mentre le forze di Tzahal avanzano lentamente ma inesorabilmente nel territorio che l'UNIFIL non è mai riuscita o non ha mai voluto controllare, e sradicano la presenza di Hezbollah, bunker dopo bunker (vedi cartina sotto e clicca per vedere quella di grandi dimensioni)

è forse il caso di tornare sulle origini del conflitto e sulla velocità e la capziosità con cui gli sforzi israeliani per rientrare nei propri confini in cambio di una vita pacifica, sono stati dimenticati. E quindi sulla condanna che Israele si sta attirando per aver deciso di cercare di vincere la minaccia di Hezbollah.

E, forse è anche il caso di provare a rispondere alla domanda che certe preoccupate analisi di ieri avevano suggerito.
E se stesse vincendo Hezbollah?

Cominciamo dalla risposta militare. E' stata davvero sproporzionata? C' è qualcosa di vero nel fatto che una guerriglia armata di 13.000 missili a corto, medio, lungo raggio, capaci di colpire ogni angolo di Israele e che agisce in nome e per conto dell'Iran fosse una minaccia "limitata", cui dover reagire altrettanto limitatamente?

Lasciando raffreddare il sangue e riflettendo occorre riconoscere che i capziosi interlocutori che sostengono questa tesi hanno dalla loro qualche ragione.

Militarmente, Hezbollah, i suoi missili in gran parte rudimentali e i suoi 4.000 combattenti fanatizzati è -qui e ora- una minaccia limitata, esclusivamente tattica. Quello che l'ha trasformato in una minaccia strategica, in un nodo stretto intorno al collo di Israele, è l'accettazione delle sue regole di combattimento secondo cui Hezbollah può colpire in tempi e modi di sua scelta, mentre l'esercito israeliano non può rispondere (se non simbolicamente), pena causare stragi civili e attirare su di sé, dopo il danno dell'attacco e la rabbia della opinione pubblica interna, anche la condanna del mondo. E' una situazione in cui la guerriglia non ha mai nulla da perdere. Un cerchio che si stringe, restringendo sempre più le opzioni militari e politiche a disposizione dello stato ebraico.

Un 220 mm caduto su Haifa

E' precisamente la deterrenza che Hezbollah è stato in grado di esercitare su Israele [raccomando a chi abbia mezz'ora di tempo di stampare e leggere con calma "cambiare le regole del Libano" alla sezione "letture" di oggi] ciò che l'ha resa una minaccia strategica, capace di orientare la politica di uno stato sovrano e di metterne in pericolo gli scenari e forse, in prospettiva, la sopravvivenza.

Uscire da questo cerchio, lasciare i capziosi amici alle loro chiacchiere e ai loro doppi standard e scegliere la risposta" sproporzionata", cioè il combattimento vero con le armi che Israele ha da opporre alla milizia terrorista, bombardare, portare gli stivali dei ragazzi di Tzahal sui bunker e nelle caverne di quella forza a cui si sono lasciate dettare per anni le regole del gioco, è già in sé una vittoria. Per il fatto stesso di combatterla, anche attraverso lo scudo di civili di cui si è circondata, Israele ha già vinto la sua guerra, riducendo Hezbollah da minaccia strategica a minaccia tattica, in rapido deterioraramento.

Come dice un saggio amico "Tzahal avanza. Il resto sono pipponi che si fanno qui e altrove".

Le condizioni del cessate il fuoco, la zona smilitarizzata, i contingenti ONU, il disarmo di Hezbollah, non faranno che perfezionare una vittoria che è già nella decisione di Israele di colpire con tutta la forza necessaria chi la minaccia, tatticamente o strategicamente. Finché si continuerà a farlo, finché si continuerà a impedirne il riarmo anche con la forza e senza lasciarsi paralizzare dal costo in vite civili, Hezbollah continuerà a essere la minaccia "limitata" che il nostro capzioso amico sostiene che sia.


La nuova calunnia del sangue


La sindrome di Jenin. [in italiano, grazie a "liberaliperisraele"]

I bombardamenti delle forze aeree israeliane hanno provocato, come sempre accade in guerra, danni e distruzioni. Ma si tratta di danni estremamente limitati. Israele non sta affatto “spianando il Libano”, né ha alcuna intenzione di farlo. A Beirut, finora, sono stati colpiti le piste dell’aeroporto e diversi obiettivi ed edifici nel quartiere sciita. Il che è ben lungi dal corrispondere agli orrori mandati in onda ogni sera sulle televisioni, e alle accuse di crimini di guerra.
La situazione nel Libano meridionale è peggiore a causa della prevista fuga di civili. Ma il problema è che Hezbollah ha trasformato tutto il sud del Libano in una zona di guerra, cancellando ogni distinzione fra aree militari e aree civili. Così molti civili sono stati costretti a sfollare sia dal sud del Libano, sia dal nord di Israele.
Ma anche qui, resoconti di una “naqba libanese”, di un disastro umanitario ripugnante non riflettono la realtà delle cose. Non è altro che la propaganda orripilante cui tanti amano credere, compresi non pochi giornalisti israeliani: analisti che ripetono le accuse senza aver verificato i fatti, e che si lanciano in prediche morali basandosi su queste accuse non accertate.
Anche iI numeri, come sempre, non raccontano tutta la verità. La morte anche di un solo innocente è una tragedia terribile, e 500.000 sfollati sono un dato sicuramente spaventoso. Ma anche i numeri vengono piegati alle operazioni di pubbliche relazioni. Al momento in cui scriviamo, circa 360 libanesi sono rimasti uccisi nelle azioni militari israeliane, circa la metà dei quali combattenti Hezbollah (a differenza di quanto asserito dalle autorità libanesi). Dopo due settimane di bombardamenti, queste cifre ci parlano di una guerra “a bassa intensità”. Non è in corso nessuna “distruzione del Libano”, esattamente come non vi è mai stato alcun “massacro di Jenin”.
Sullo stesso argomento:
Persino quel carciofo di Bibi Nethanyahu, in questi frangenti riesce a giganteggiare: "la risposta inglese ai lanci di razzi durante la WWII è stata più dura di quella di Israele. " risponde al ministro inglese che aveva lamentato la sproporzione.
Le lacrime di coccodrillo e il doppio standard dell'inviato dell'ONU, Egeland.


Fronte Nord:

Si sviluppa l'azione di Tzahal nel Libano del Sud, accerchiando la capitale Hezbollah Bint Jubayil, due prigionieri. Non è chiaro se sia già caduta. [vedi aggiornamenti] Questa mattina ho letto su Arutz Sheva che i miliziani adesso bombardano posizioni israeliane proprio in quella località. Aspetto di capire di più. Altro obiettivo: l'unità che continua a colpire Haifa si trova a Tiro, nel Libano meridionale. Ecco il resoconto di Zeev Schiff:
In the front lines against Israel in southern Lebanon, Hezbollah has deployed two units. The first, Nasser, involves 500 men who hold positions and outposts between the villages in the central to the eastern zones of the front. It is mostly equipped with short-range rockets. This unit is responsible for most of the rockets fired against central and eastern Galilee. Most of the rockets land in fields, but there have been strikes against Safed, Meron, Nazareth and others. The second unit is deployed in the area of Tyre, and is equiped with longer-range rockets. This is where the Syrian-made 220mm rockets with warheads of several dozen kilograms are based.

Israeli intelligence was the first among similar organizations to discover that in addition to Iran, Syria also arms Hezbollah with rockets. Even recently, the Syrians have assisted Hezbollah in transferring 220mm rockets into Lebanon. In addition to these rockets, the Hezbollah unit in Tyre also fires upgraded 122mm Katyusha rockets from Iran. Their range was increased from about 22 kilometers to 35 km, and the first rocket to hit Haifa, at Stella Maris, was one of these Iranian upgrades. If pressure is placed on Hezbollah forces in Tyre, they will pull their main, long-range rockets further back so that they can continue targetting Israeli towns.

Israel has also not succeeded in explaining to the world the problem stemming from Tyre and the blitz against Haifa originating there. International newspapers published a photograph of 82 Lebanese coffins on their front pages, and Hezbollah claimed that each coffin held the body of a Lebanese killed by Israel. This may be, but it also may be not. However, do the readers know where the rockets fired against Haifa are coming from?

In one known case, a bomb struck a basement and killed those inside. Later, it turned out that of the 32 casualties, mostly dead, 11 were armed Hezbollah
Nel corso della notte, 8 rampe di lancio intorno Tiro sono state distrutte. Vedremo oggi gli effetti su Haifa.

I razzi


Il pianista Shaul Feldman prova il suo piano, tra le rovine della sua casa di Haifa.

Ieri 93 razzi nel nord, che hanno causato 93 feriti e due morti. Ripetuti allarmi su Haifa, il ministro degli esteri francesi costretto a mettersi al riparo.




Gaza

Peretz chiede più pressione sui terroristi di Gaza.
Ieri sono stati lanciati 11 Qassam. Pare che i terroristi siano ormai in possesso di missili da 13 chilometri. Il capo dello Shin Bet ammonisce sui rischi che l'incapacità di fermare l'afflusso di armi: un nuovo Libano.

Terzo fronte

A Nablus attaccato un posto di polizia con militanti delle brigate al aqsa reclutati da Hezbollah. E un deposito di armi.

La diplomazia prepara un Libano post-Hezbollah

Capo Intelligence IDF Amos Yadlin: la crisi serve per restaurare il potere di deterrenza, ma è utile anche per Iran e Siria, che hanno spostato l'attenzione dai loro problemi (qui ci sarebbe da ragionare, io non sono molto d'accordo). Contrastanti i segnali siriani: insieme a minacce di guerra, ancora richieste di cessate il fuoco siriana. Il cessate il fuoco è sostenuto anche dall'Arabia Saudita. E persino Hezbollah vuole parlare. Olmert potrebbe essere d'accordo su forza internazionale europea. L'Iran, nel frattempo, cerca di importare materiale per bombe sporche.

Hezbollah, duramente provato sul campo, potrebbe essere tentato di contrattaccare con azioni terroriste (do you remember Buenos Aires?). Secondo alcune preoccupate analisi cellule dormienti si risvegliano in tutto il mondo.


E intanto Sharon, l'ultimo dei padri di Israele, se ne sta andando.


LETTURE

Cambiare le regole in Libano. Imporre la deterrenza invece che subirla.
Jaffee center for strategic studies: il ruolo della Siria
Washingron vuole separare la Siria dall'Iran.
Alan Dershowitz su autodifesa e proporzionalità.
Abe Foxman, presidente Anti-defamation league, sulla proporzionalità

AGGIORNAMENTI

17. 20 - Una dimostrazione filo-Hezbollah a Boston. Vale la pena di seguire il link per ammirare l'attitudine pacifista dei dimostranti. Non male anche questa di New York. Simpatico il cartello "God Will Send the Nuclear Cloud on Israel" firmato da ISLAMIC THINKERS SOCIETY.
17.00 - Colpita un'auto con guerriglieri che lasciavano un sito di lancio nel nord del Libano. E' probabile che nelle statistiche entreranno come "civili".
16.45 - Hezbollah ammette la perdita di Maroun al Ras. Però la chiama vittoria.
16.40 - IDF cattura diverse posizioni a est di Bint Jubayil.
15.40 - Sei feriti in Galilea nelle salve di razzi di stamattina
15.30 - E' ufficiale, stamattina verso le 11, la brigata Golani è entrata nell'abitato di Bint Jubayil, dopo scontri che sono costati 11 feriti.
13.00 - Cade un elicottero vicino a Tzfat. 16.45 - E' possibile che l'elicottero sia stato abbattuto. Ci sono due morti.
12.50 - Qassam cade in zona industriale vicino a Gaza.
12.45 - Rice atterra a Beirut
11.30 - Altri 9 lanciarazzi colpiti. 280 bersagli colpiti durante la notte.
11.00 - Intensi combattimenti intorno alla "capitale Hezbollah" di Bint Jubayil . Sei soldati leggermente feriti da una bomba.
10.30 - L'IDF controlla Bint Jubayil. Il massimo centro di guerriglia del Libano del Sud.
10.15 - Le sirene suonano ancora ad Haifa
10.44 - Salgono le azioni israeliane a Wall Street

5 commenti:

silverlynx ha detto...

"Non è altro che la propaganda orripilante cui tanti amano credere, compresi non pochi giornalisti israeliani"

uno a caso: Gideon Levy

Anonimo ha detto...

2 pistole iraniane sono la prova del coinvolgimento Iran ?
Allora le armi USA che ha in dotazione israele, e non penso solo 2 pistole.. sono con la stessa logica prova di un massicio coinvolgimento USA.
Giusto ?
leggendo il tuo forum ci si rende conto che manica di pazzi, razzisti, nazisti, criminali contro l'umanità siano ALCUNI israeliani.
Mi rifiuto di credere che siano tutti pazzi come lo è lei..
Hitler nel 1938.. si comportava allo stesso modo con la Cecoslovacchia.
Invadete un paese vicino.. e credete di aver ragione ????
bisognerebbe sbattervi fuori dall'ONU . Subito !
Così come tutti i terroristi.

Tonibaruch ha detto...

2 pistole iraniane sono la prova del coinvolgimento Iran ?

Veramente, ho scritto esplicitamente il contrario. Oltretutto Hezbollah è una emanazione iraniana per statuto. Non c'è alcun bisogno di provarlo con due RPG (non pistole)

leggendo il tuo forum ci si rende conto che manica di pazzi, razzisti, nazisti, criminali contro l'umanità siano ALCUNI israeliani.

Non ti vedo sereno, anonymous

Hitler nel 1938.. si comportava allo stesso modo con la Cecoslovacchia.
Invadete un paese vicino.. e credete di aver ragione ????

Vedo che quel nazi persiano ha fatto scuola. Interessante. Lei è di destra o di sinistra, anonymous?

l'eretico ha detto...

Toni, non perderti questa: Rai News 24 fa scuola in Libano.

http://www.repubblica.it/2006/07/dirette/sezioni/esteri/mediorient/24luglio/index.html

Anonimo ha detto...

Innanzitutto:
Grazie di avermi pubblicato.
Le mie opinioni son più di uomo di sinistra, ma con sfumature destrorse.. ma non importa direi.
Io cerco di capire Israele, da anni. E mi tolgo il cappello di fronte alle gesta militari israeliane del 1948, 1967 etc .
Ma del tempo ne è passato.
E il coltello dalla parte del manico ce lo ha israele ora.
Il mio è solo invito a non abusarne, perchè prima o poi potrebbe non essere più così.. e vale anche per gli USA.
fare a pezzi il diritto internazionale è un errore.
Invadere Iraq un altro.
Invadere il Libano cosa è?
Israele ha l'atomica, se ce la avesse il Libano ? scommetto avreste fatto più attenzione.. giusto ?
Allora..non si può pretendere di avere la pace..(se è questo che Israele vuole ???)..tenendo sempre l'avversario col coltello alla gola.
Sia economicamente, che politicamente, che militarmente.
e poi.. se è vero (?) che tutto inizia per 2 soldati rapiti, che senso ha perderne altri 2-20-200 per la faccenda ?
mi pare insensato.. mentre ora potete essere certi che un paio di milioni di Libanesi sono giustamente incazzati con israele.
Ezbollah ? non so..penso che la politica di eliminazioni mirate di capi estremisti ed ostili con missili/bombe/killer fosse più efficace..che non bombardare a tappeto.
Saluti