[Mme LaSurrealité] La piazza dà, versione baathista
Dopo molti durissimi colpi, finalmente una buona notizia per i tifosi
dello status quo in Medio Oriente.
Damasco. Puntuale come i treni di mussolini, gioiosa come un'happening di
Norimberga, spontanea come una risata registrata, voilà la calata dei
500.000 per Assad, organizzata qualche giorno fa da gruppi "civili,
economici, sociali, culturali e sportivi" del monopartito Baath.
Cartello: applausi.
Jerusalem Post: More than 500,000 people march in Damascus in support of Syrian
President Assad
DAMASCUS, Syria
The Syrian government delivered its "people power" counter-punch to
Lebanon's anti-Syria campaign, drawing over 100,000 to a meticulously
stage-managed demonstration in Damascus on Wednesday.
Such a massive public display would not be possible without government
approval in Syria, a tightly controlled state. The rally was organized
by civil, economic, social, cultural and sporting groups of the ruling
Ba'ath Party.
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Mah. La vecchia falce e martello mi procura sentimenti contrastanti. Sul libro, e col sole dell'avvenire intorno, era qualcosa di mio, qualcosa a cui volevo bene. . Mi sembrava un simbolo del lavoro, della lotta per la giustizia e i diritti, una bandiera del movimento operaio, la somma di tutte quelle cose che non avrei mai voluto lasciare nelle mani dei comunisti. E che tenessero giù le mani anche dalla "mia" falce e martello. L'ho portata all'occhiello orgogliosamente, quando Craxi voleva toglierla di mezzo. Eppure quando tornavo "a casa", oltrecortina, sentivo il peso di un simbolo che mi appariva trasfigurato nel suo opposto. Naturalmente il fesso ero io. La falce e martello è stata sin dal primo giorno un simbolo di tirannia e oppressione. E i miei amici ungheresi di fronte ai quali mi toglievo pudicamente il distintivo dello PSIUP dall'occhiello nella convinzione che "non avrebbero capito", invece capivano benissimo. Oggi parlamentari polacchi ungheresi e lituani (temo, perlopiù, pessimi) chiedono di vietare questo simbolaccio al pari della svastica, e con qualche ragione. Cossutta, in coma lisergico, sostiene: "E' un simbolo di libertà". Ma rotfl.

