1.8.06

Diario di guerra, giorno 21

Avanti, stringendo i denti.

Aggiornamenti in basso:
scontri pesanti, l'IDF raggiunge il Litani

Dovunque ricada la maggior parte delle responsabilità, è impossibile negare che quello di Qana sia stato un disastro. Non si può negare che accettando la battaglia con un nemico disposto in mezzo ai civili, Israele abbia anche accettato la responsabilità di causare perdite tra innocenti. Era purtroppo la premessa di questa guerra, che è stata combattuta proprio per togliere ad Hezbollah il potenziale di deterrenza che nasce dalla capacità di colpire senza essere a propria volta colpiti.
Sottolineare i crimini di guerra di Hezbollah è importante per illuminare una faccia del problema che la macchina della propaganda antisraeliana cerca di tenere sotto il livello di visibilità. Ma non serve, e questo voglio chiarirlo dopo qualche discussione avuta ieri su IPII, a lavarsi le mani del sangue che i bombardamenti in centri abitati, per quanto attenti possano essere, causano inevitabilmente.
Non c'è nulla in una guerra di cui essere fieri. Non se ne esce puliti, per quanto si possa cercare di essere migliori possibile. Le guerre, tutte, sono un abisso di orrore: causano dolore, distruzione, morte. Ecco perché bisognerebbe combatterle, senza esaltazione ma con determinazione, solo quando si hanno ragioni importanti per farlo e quando si ha la possibilità e la volontà di vincerle. A me sembra che Peretz e Olmert lo abbiano ben chiaro, e questa è una novità importante rispetto all'impotenza cui Israele si è costretta nel braccio di ferro con Hezbollah per lungo, lunghissimo tempo.


L'offensiva di terra si allarga



Il gabinetto di guerra ha approvato stanotte un allargamento dell'offensiva di terra. Le IDF attaccheranno probabilmente su tre fronti con l'obiettivo di arrivare fino al Litani.
Olmert: nessun cessate il fuoco fino al raggiungimento degli obiettivi. Hezbollah non recupererà le sue capacità. Riguardo ai fatti di ieri, ecco un'analisi dell' importanza strategica di Qana come centro di lancio di missili su tutto il nord, chiarito anche da una rappresentazione grafica

Presentazione interattiva del NYT, con gli attacchi giorno per giorno e la mappa delle zone colpite di Beirut, che conferma la correttezza di quello che avevo postato nei giorni scorsi a proposito dei danni alla città.

Coinvolgimento siriano

Da alcuni giorni il confine siriano, sia verso il Libano che verso Israele bolle. Droni israeliani abbattuti, bombardamenti su posti di confine e colonne di camion, ieri anche l'esplosione di una trappola esplosiva ai confini col Golan. E' chiaro che il coinvolgimento siriano è forte e, contrariamente a quanto avevo postato nei giorni scorsi, potrebbe anche avere un ruolo più attivo di quello iraniano.



La siria sta spedendo armi ad Hezbollah. Ad esempio il razzo a lunga gittata caduto su Afula. E la ragione per cui Hezbollah non ha ancora sparato i temibili missili a lungo raggio è l'opposizione di Teheran, i cui inviati fanno parte del massimo livello decisionale dell'organizzazione terrorista.

Hezbollah cerca una via d'uscita?

La conferenza stampa di Nasrallah, in cui spiega come la resistenza delle sue forze abbia impedito a Israele di raggiungere i suoi obiettivi. Hezbollah sta perdendo amici e influenza in Libano. Almeno così potrebbe essere. Come sempre, il paese si divide lungo linee religiose-etniche.
Vengo a un tema che vorrei esporre con grande cautela. Qualcuno ha analizzato le foto di ieri, e emerge la possibilità che la tragedia di Qana sia stata creata come su un set cinematografico, seppellendo cadaveri e poi facendo crollare l'edificio per creare un evento mediatico. Non sposo questa teoria. Gli indizi, come sempre nei retroscena da web, sono intriganti ma assolutamente impossibili da sostanziare. Chiariamo anche che i morti, dovunque siano morti (se mai sono stati trasportati lì) sono stati uccisi dai bombardamenti, e dunque non scagionano Israele dalla sua parte di responsabilità. Il punto potrebbe essere un altro.
Se, e dico se, Hezbollah stesse effettivamente cercando un colpo mediatico che fermi immediatamente la guerra (come successe per l'altro incidente, sempre a Qana, nel 1996), allora potrebbe essere vero che le tre settimane di offensiva hanno inciso duramente sulle sue capacita belliche, che i lanciarazzi rimasti sono pochi come sostiene l'AIF e che la sconfitta potrebbe essere vicina. Non è un'analisi, è una speranza ispirata da quanto riportato sopra.

Cresce l'allarme nelle comunità ebraiche di tutto il mondo

Dopo gli attentati a Seattle, in Australia (e forse in Russia). Nelle comunità ebraiche di tutto il mondo cresce il livello di attenzione per gli attacchi terroristi.

E per chiudere, una buona notizia

Dopo i fatti dell'altro giorno, quando un Mel Ginson ubriaco si è esibito in un lungo delirio antisemita, diretto ai poliziotti che lo arrestavano, il network televisivo ABC cancella la mini-serie sulla Shoah che Mel Gibson si avviava a produrre.

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Aggiornamenti

17.00- Combattimenti durissimi. La prima punta dell'avanzata raggiunge il fiume Litani.

12.20 - Violenti scontri a fuoco nei dintorni di Ayta al-Shab.
Yael: l'unita di elite che sta aprendo la strada alle forze di terra. Le IDF dichiarano di aver ucciso 20 combattenti di Hezbollah.

11.40 - Liberi i parlamentari di Hamas incarcerati un mese fa

11.30 - La tregua sembra avere poca sostanza. Mentre Israele colpisce obiettivi Hezbollah, e si intensificano gli scontri, le sirene suonano di nuovo a Naharyiha e Shlomi

6 commenti:

inyqua ha detto...

Sempre e comunque assai istruttivo leggere in questi giorni il tuo blog....

Anonimo ha detto...

Ciao Tonibaruch, prima di tutto grazie per gli aggiornamenti che ho seguito anche nei giorni scorsi.
Sono assolutamente d'accordo con il tuo commento e la tua analisi. C'è una cosa che mi ha sempre colpito nella tragicità della guerra : Israele, i cittadini di Tsahal combattono senza odio, soffrendo e magari piangendo ma senza odio. Era così al tempo dei Sei Giorni e del Kippur ed è ancora così. E invece l'odio anti israeliano, quello becero, ottuso, cattivo contento di esserlo, così simile a quello di sessant'anni fa, che si vede anche dalle nostre parti fa male, davvero male. Se penso a come si vive e si muore, in Israele in tutti questi lunghi decenni , per un razzo improvviso, una bomba assurda su uno scuolabus o in supermercato o al bar, o prima ancora per un attacco a un utopico meraviglioso e pacifico kibbutz, fa davvero male. Basta mi fermo qui.
Scarthorse

liberaliperisraele ha detto...

Todà

Cantor ha detto...

Ciao Toni,ricordati che ti linko tutte le sere. E guarda anche il blog di Wellington (http://wellington.ilcannocchiale.it).
Ciao e complimenti, sempre complimenti.

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie