15.8.06

Giorno 34

Un momento. Non sarà che...

Esiste una ben nota retorica confezionata per la piazza araba (e a cui nessun capo arabo ha mai creduto in privato), secondo cui un combattente arabo, quando si scontra contro Israele non deve avanzare le posizioni, non deve nemmeno mantenerle. Ma può gridare al trionfo per il semplice fatto di continuare ad esistere alla fine dello scontro.

The image “http://www.thewe.cc/thewei/&/&/images5/iran/ahmadinejad.jpe” cannot be displayed, because it contains errors.Ecco, non sarà che questo impasto di vittimismo e messianesimo sia una gigantesca fesseria? Che senso ha interiorizzarlo e confezionare analisi diverse da quelle che si farebbero per qualunque altro scontro in qualunque altro posto? Eppure si fa.

Ma chi guardi le cose serenamente e smetta di ubriacarsi delle sparate di Nasrallah, a chi guarda Hezbollah prima e dopo lo scontro, appare abbastanza evidente come l'Iran, per l'effetto congiunto dell'azione militare e del nuovo ambiente creato dalla 1701, ha perso un importante asset strategico, costruito con un lavoro di due decenni.

Il fatto interessante è che la stessa cosa sembra apparire con chiarezza ai governanti di Teheran.

Per capirlo, forse è giusto cominciare a sdrammatizzare, insieme a "sandmonkey", un blogger egiziano, meno propenso di altri a bere la roboante retorica che confonde anche tante "analisi" occidentali:

Ogni giornale che leggo in medioriente e ogni canale satellitare arabo, specialmente i vostri, mi tengono informato di quanti israeliani state uccidendo, quanti pochi uomini state perdendo e di come voi stiate ottenendo quello che nessuno stato arabo ha mai ottenuto, e di come voi stiate vincendo la guerra contro Isreale. E si sa, i media arabi non mentono mai e dicono sempre la verità.
Quello che però non capisco è questo: se state vincendo, perché fermarsi adesso? Io vi dico: continuate a combattere finché, Allah volendo, distruggerete la maledetta entità sionista e libererete Gerusalemme. Sono sicuro che col vostro esercito di 5000 combattenti e i vostri 10.000 razzi, potete farlo. Mi fido di voi, specialmente dopo tutte le vittorie che avete ottenuto, ad esempio avere di nuovo l'esercito israeliano in Libano, cioè esattamente dove lo volevate, naturalmente. E avere i vostri quartieri a Beirut distrutti, il che vi ha fatto risparmiare un sacco di costi di demolizione per il progetto Torri del Paradiso Hezbollah, che fornirà ad ogni famiglia sciita un appartamento di lusso ai piani alti della migliore zona di Beirut.
E' stata una meravigliosa decisione d'affari, devo dire. Cristiani e sunniti staranno morendo d'invidia. Non ci avevate pensato a questo, vero?

Torniamo un momento a prima dell'operazione

Hezbollah è un deterrente strategico iraniano collocato in prossimità di Israele, dotato di missili a corto medio e lungo raggio, presente nel sud del Libano in una ragnatela di fortificazioni dal ruolo offensivo/difensivo. Il suo ruolo è ben descritto da un intervista di Nasrallah rilasciata a un giornale iraniano il 23 maggio

"We can hit Israel's entire northern region with thousands of rockets... All of
Israel is now within the range of our missiles. Its seaports, [military] bases,
industrial plants and everything else are all within our range... I repeat and
say that our stockpile of weapons is significant, both in quantity and in
quality... Another advantage that I wish to mention is the geography of Lebanon
and Palestine. Most of Israel's vital areas are concentrated in the northern
[half] of occupied Palestine, while the south is uninhabited and desolate. More
than two million Jews live in the north of occupied Palestine, which contains
the recreation centers and [tourist] resorts, the industrial plants, the
agricultural [areas] and the important military airports and bases. This is an
advantage for us... Our presence in South Lebanon, in proximity to the north of occupied Palestine, is our greatest advantage..."(4)

La sua forza di deterrenza ha un potenziale paralizzante. Proprio per la sua temibilità non è mai stata seriamente sfidata. Ora che è successso, dopo 30 giorni di operazioni, Israele non solo l'ha messa alla prova, ma l'ha strategicamente eliminata.

I missili strategici a lungo raggio (capaci di colpire Tel Aviv, Gerusalemme e persino Dimona)
Sono stati l'obiettivo essenziale dell'attacco aereo. Per raggio e potenza distruttiva erano l'incubo di un confronto con Hezbollah. Ma si sono dimostrati anche il suo tallone d'Achille militare. Le dimensioni li rendevano impossibili da mascherare, l'intelligence era concentrata sulla loro ricerca e il numero di Zilzal 1 e 2, calcolato tra 50 e 100 è stato se non azzerato, ridotto sotto il livello di allarme insieme ai lanciatori, 22 dei quali sono distrutti. Saranno le armi più difficili da ottenere di nuovo, ora che i trasporti siriani non possono più passare alla luce del sole.

I missili tattici a corto raggio
Sono stati impossibili da fermare e a prima vista rappresentano un successo di Hezbollah. Ma se c'è una cosa che questa guerra ha dimostrato è che la loro minaccia non è così efficace come Teheran sperava. Più di 3000 razzi lanciati hanno prodotto "solo" 54 vittime, e non le stragi e le devastazioni annunciate. E Israele ha dimostrato di poter resistere settimane e settimane ai loro lanci senza subire danni irreparabili. Ora ce ne sono migliia e migliaia di meno. E ancora più importante, se Hezbollah si sposterà a nord, queste armi diventeranno assolutamente inutili per colpire Israele.

La posizione nel sud del Libano
E' stata occupata da Israele, che ha smantellato le fortificazioni. La nuova situazione creata dalla Ris. 1701, nella peggiore delle ipotesi, non garantirà il disarmo di Hezbollah. Ma certamente creerà un ambiente ostile, in cui il riarmo alla luce del sole non potrà avvenire con facilità, così come la rifortificazione del territorio. Nasrallah e Teheran hanno perso quello che nelle loro stesse parole era il loro principale vantaggio: la vicinanza armata al confine di Israele.

La perdita irrecuperabile
E' dunque la forza di deterrenza strategica. Un asset che l'Iran aveva impiegato decenni a costruire e che non ha saputo in nessun modo salvaguardare.

L'unico vantaggio
che hezbollah possa vantare è essere ancora in piedi, anche se degradato da minaccia strategica a seccatura tattica, sempre in grado di organizzare un attentato o qualche azione dimostrativa. Il grande sostegno popolare tra gli sciiti, bene piuttosto immateriale dal punto di vista militare, avrà il contrappeso di un aggravio di costi gravissimo per ricostruire abitazioni e fornire assistenza, soldi da prelevare dal non inesuribile bilancio di Teheran.

Fin qui la pura e semplice realtà dei fatti sul terreno.

Voci allarmate da Teheran?

Debka sostiene che, anziché cedere le armi, Nasrallah sta trasferendo a sud tutta la sua forza armata. Per combattere contro chi? Perché?

Debka aiuta a rispondere dando voce ad anonime "fonti iraniane", che confermerebbero il nervosismo mostrato dal ministro degli esteri con le prime dichiarazione (poi corrette) sul testo della 1701, definita una risoluzione sionista a senso unico. Il governo iraniano, secondo Debka, lamenta in documenti riservati la perdita del suo colossale investimento in missili e del proprio potenziale deterrente costruito in vent'anni, e tutto per un inutile e non pianificato conflitto per due soldati rapiti. E vede il cessate il fuoco e l'esito della guerra come una grave disfatta di Hezbollah.

Strategicamente il potenziale deterrente e missilistico di Hezbollah, le fortificazioni dotate di strumentazione allo stato dell'arte, adatta sia all'attacco che alla difesa dovevano proteggere il riarmo nucleare di Teheran, minacciando Israele: il paese identificato dagli iraniani come l'unico che potesse opporsi militarmente al loro progetto nucleare. La guerra, scoppiata anticipatamente e la distruzione dei alnciatori zelzal 1 e zelzal 2, li privano di questa cintura protettiva, mentre le voci di un'operazione israeliana-americana sull'Iran, verso ottobre o novembre si addensano.

La contromossa iraniana sarebbe quella di impedire alla tregua di rafforzarsi, creando ostilità nei prossimi giorni e settimane, per evitare il dispiegamento a sud dell'esercito libanese e quindi l'arrivo di una efficace forza multinazionale.

La convinzione di Teheran sarebbe che la guerra del Libano sia stata voluta come un riscaldamento di ciò che sta per arrivare, che nel corso delle operazioni le IDF abbiano studiato e perfezionato le tecniche di combattimento sul terreno e che gli USA ricostruiranno immediatamente il potenziale bellico israeliano con sostituzioni e nuovi armamenti. Il tempo degli occhi chiusi sulla 1559 è finito e l'occidente vede la risoluzione 1701 come un'arma efficace per ridurre il potenziale di deterrenza iraniano sul fronte israeliano. Le speranze di Teheran sarebbero quindi quelle di prevenire ad ogni costo l'entrata in vigore di un efficace cessate il fuoco.

Cronaca
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Hezbolla rifiuta. E non ha nemmeno dato ordine di cessare il fuoco.

Il governo israeliano dichiara che Hezbollah è una forza bastonata e, attraverso Peres, che non è il momento di un guerra intenstina. E' invece il momento di far capire al mondo che Israele non starà ferma a vedere Hezbollah riarmarsi. Se il confine diventerà un colabrodo, ci saranno solo due alternative: o la comunità internzionale eleverà sanzioni contro Siria e Iran, oppure Israele riempirà il vuoto con la forza. Israele non lascerà riarmare Hezbollah.
Peretz: continueremo a dare la caccia a Hezbollah e ai suoi comndanti, dovunque si trovino. Nel frattempo Rice ribadisce che il governo libanese ha l'obbligo di disarmare Hezbollah.

Scenari possibili
Hezbollah sembra dunque intenzionato a resistere. La pressione per il suo disarmo sale.

Gli scenari sono essenzialmente tre:
1) ritiro entro il weekend
2) Se il fuoco continua, le IDF resteranno
3) Espansione dell'operazione se il cessate il fuoco va a pezzi


Letture consigliate:


Rafi Eitan: datevi una calmata
Yair Lapid: datevi una grossa calmata. (consigliatissimo)

E con questo termino il mio diario di guerra, sperando di non doverlo riaprire troppo presto.
Torno alle vacanze e agli studi e ringrazio chi ha seguito il mio blog in queste settimane, cercando di capire insieme a me (e spesso aiutandomi a capire) quello che stava succedendo davvero.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Toni,
inanzitutto ancora i miei complimenti. Non c'è stato giorno in cui non ho fatto un salto qua ad aggiornarmi sulla situazione con il tuo "diario di guerra".
Hai dato una visione del conflitto completa e totale, con tanto di fonti in chiaro. Veramente complimenti.
Poi volevo farti una domanda personale:
cosa ne pensi tu dell'operato di Olmert?
e cosa ne pensi del capo di stato maggiore Halutz che qualche ora dopo l'inizio del conflitto ha venduto tutte le sue azioni "parandosi il c.." ?
Shalom,
Daniele

Tonibaruch ha detto...

Ciao Daniele, e grazie ancora.

Di Olmert, detto tra noi, non penso molto bene. Non tanto per gli errori, le indecisioni, quelli si fanno e magari sono dovuti a cose che non sappiamo. Io credo che se la guerra da combattere era questa (e può darsi che lo fosse), allora montare il paese con dichiarazioni roboanti è stata una grossa fesseria.

Avrebbe invece dovuto invitare il paese alla calma. O meglio ancora parlare molto meno.

Non è l'obiettivo che è scarso, è grande l distanza tra le sparate e quello che si è portato a casa. Questo da l'idea di un leader che non sa che cosaa vuole fare.

Spero che cambi, senza drammi. Anche perché la politica su cui è stato eletto è morta e sepolta, definitivamente.

Di Halutz penso che si deve dimettere, semplicemente. E' uno scandalo vergognoso.

Tb

Tonibaruch ha detto...

Aggiungo una cosa su Olmert.

Ha un merito che vale più delle incertezze e del problema di avere avuto la bocca troppo larga: ha scelto di combattere.

Poteva farlo meglio, ma era essenziale che lo facesse. Molti di quelli che hanno da dare lezioni adesso non gli hanno lasciato una grande eredità sul problema-hezbollah.


Tb

Anonimo ha detto...

Ciao Tonibaruch, grazie davvero per il tuo documentatissimo diario di questo periodo. Mi auguro anch'io che non lo debba riaprire troppo presto.
E poi non strapazziamo i politici e i capi di stato maggiore israeliani; non saremo ai livelli di Ben Gurion, Golda Meir o Moshe Dayan, ma sono incomparabilmente migliori rispetto a quello che circola in quasi tutta l'Europa e non solo.
Non dimentichiamo poi in che circostanze Olmert si è trovato a guidare il Paese.
Shalom,
Scart

ipazia ha detto...

Hai fatto un lavoro difficile e prezioso. Complimenti.

Carmen

letturalenta ha detto...

Aggiungo i miei complimenti e un ringraziamento per l'eccellente lavoro di informazione e analisi che hai fatto in questi giorni.

Paolo Ortenzi ha detto...

Tony, vorrei ringraziarti calorosamente per il tuo lavoro e questo preziosissimo blog, che mi ha aiutato a capire anche nei momenti difficili, sia quando ero in Italia (come ora) sia quando nel pieno del conflitto ero in Israele.

Una vero faro nel marasma della propaganda mediatica e della disinformazione in cui navigano i media europei...

Todah Rabah Toni!!!

l'eretico ha detto...

Grazie a te Tony. Hai fatto un lavoro prezioso.

harry ha detto...

Analisi ottima e confortante. Penso che la vittoria definitiva Israele la otterrà se la missione ONU farà pienamente il proprio dovere. Visto il comportamento passato (ricordiamoci l'accordo sottobanco del nostro governo durante la prima missione in Libano), i miei timori sono tutti concentrati su questo punto.

antieroe ha detto...

Ti ringrazio per tutti questi giorni di preziosissimo lavoro informativo Toni e ti auguro tutto il meglio.

barbara ha detto...

"Israele non starà ferma a vedere Hezbollah riarmarsi": come essere ottimisti a questo riguardo, quando per oltre sei anni ha fatto esattamente questo, stare ferma a guardare hetzbollah armarsi e bombardare e rapire soldati e fare ripetuti sconfinamenti - sotto gli occhi dell'Onu - senza muovere un dito?

Bianca ha detto...

Grazie! Anch'io spero che tu non scriva più di questa guerra, ma mi auguro che tu scriva comunque: sei un prezioso costruttore di consapevolezze!
Bianca