1.9.06

L'inviato vaticano all'attacco dei "Cristiani Sionisti"

L'inviato vaticano in terra santa (il patriarca Sabbah), insieme ai rappresentanti di altre chiese, ha lanciato un attacco inusitato al movimento dei Cristiani Sionisti:

La dichiarazione sostiene (testuale): "Il movimento dei Cristiani Sionisti produce una visione del mondo dove il Vangelo si identifica in ideologia imperiale, coloniale e militarista

[...]

Rigettiano gli insegnamenti del Sionismo Cristiano, che facilitano e sostengono questo tipo di politiche, e promuovono esclusivismo razziale e guerra perpetua"

Aggiornamento dopo i commenti

Ho avuto molti dubbi se pubblicare o meno questo post, in quanto so che la maggior parte di chi segue questo blog è cattolica e amica di Israele. E in ogni caso non è mia intenzione creare divisioni e conflitti laddove non ci sono.

Aggiungo che la mia simpatia per il movimento dei "Cristiani Sionisti", o quantomeno per quanto so della sua visione della storia, è molto limitato, in quanto non sento particolare fretta di vedere gli ebrei alla battaglia di Gog e Magog.

Ciò detto, se è vero che molti cattolici sono amici di Israele, è anche vero che i rapporti tra Chiesa Cattolica e stato di Israele sono stati per lunghissimo tempo inspiegabilmente pessimi, e non per volontà di Israele.

Su alcuni dei rappresentanti vaticani in Israele e territori, stendo poi un pietoso velo.

Sono stato in dubbio se pubblicare, ma per onestà, vista la dichiarazione devo farlo. E' quella ad essere fortemente ambigua. Ed è monsignor Sabbah (e i cofirmatari) a giocare con le parole.

Questo a meno che qualcuno mi mostri che la dichiarazione, così come l'ho vista pubblicare sui giornali è mal presentata e contiene invece parti che mostrano che il dibattito è esclusivamente teologico e che le note infiammatorie sono dirette alle credenze dei CS e non a politiche reali, temute, possibile dello stato di Israele.

Questo, dal blog di Monsignor Sabbah è il testo integrale della dichiarazione.

Che il documento sia contro CS è quello che ho preventivamente scritto nel post, in ogni caso. Ma per la verità, visto che ci parliamo senza infingimenti, non ne sono estremamente sicuro.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

come si dice a Roma .

Aho, ma chevvordi?

fausto ha detto...

non si dice solo a rroma infatti non ho capito. Il post a mio parere non è chiaro e ambiguo. Sono cattolico e a volte guardo con perplessità la posizione dei rappresentanti della chiesa cattolica in palestina ed israele su Israele e sulla questione in generale. Detto questo il movimento, sparuto e credo francamente ininfluente a livello globale, dei cristiani sionisti è una formazione evangelica, presente negli Usa che mira a fare proselitismo tout cour. Vorrei vedere che un cattolico dica: ma che bravi, venite venite! Sabbah critica i cristiano sionisti ma non il vaticano che non è rappresentato certo da un singolo vescovo. E' come dire che il vaticano si integra con la setta del rev Moon solo perchè mons Milingo ci è cascato dentro! Il problema vero ottimo Tonibaruk è che in Israele, e non solo, su questo attivismo dei cristiano sionisti troppi ci stanno marciando alla grande e generano confusione, ma ancor più danno ragione alle voci critiche se non proprio avverse e dissennate che si levano contro Israele nella cattolicità. Comunque i cristiano sionisti fanno affermazioni ridicole dottrinariamente e al limite della eresia per il Credo della Chiesa cattolica. Che poi affermano il diritto di Israele ad esistere e difendersi come lo affermo io e tanti cristiani nel mondo è solo una coincidenza. i motivi sono diversi e credimi sono più veri e nobili e a te vicini i miei. in stima fausto gallo

fausto ha detto...

apprezzo il chiarimento, che chiarisce, anche dopo la lettura del documento e le firme a calce, che il vaticano, quindi il papa e la segreteria di stato non hanno nulla a che vedere con le posizioni di mons sabbah, vera spina nel fianco della chiesa e poco gradito nei sacri palazzi. Tanto è vero che non ricordo di una sua visita pubblicizzata dal Papa per la grave situazione di guerra di questi tempi, così come di solito avviene quando il papa vuole prendere una posizione e accreditarla. I tempi credo siano maturi perchè Israele ribalti la questione cattolica di Gerusalemme: nei termini riconoscimento della valenza della Chiesa, anche economica e territoriale contro uscita di scena del patriarca e dei suoi accoliti e chiara definizione delle istanze palestinesi supportate dalla chiesa. Sempre più nel mondo cattolico ci si rende conto di essere stati strumentalizzati per decenni dai paladini dello jiad, è un percorso lungo e che i cristiano sionisti vengano a rompere oggi non è proprio il caso. grazie per i tuoi ottimi contributi alla comprensione della realtà

Tonibaruch ha detto...

Ok, Fausto.

E' bello sapere che tra Sabbah e la Chiesa i rapporti non sono buoni.

Io auspicherei che fossero molto più chiari e molto peggiori, ma tant'è...

In un ulteriore sforzo di PC ho modificato il titolo. Ciò detto vorrei spezzare anche una lancia per il movimento dei CS, alcuni dei quali ho sentito protestare vivacemente per le ingenerose generalizzazioni del documento di Sabbah.

Anche lì c'è genete che ha idee diverse e posizioni variegate: non sono tutti fanatici convinti che il Messia stia per tornare da un momento all'altro per (oltretutto) convertire tutti gli ebrei,

Così almeno dicono loro.

Chiudo la digressione, le posizioni teologiche altrui non mi interessa discuterle e non mi riguardano. Mi interessa invece il loro riflesso politico: su quello possiamo tutti utilmente ragionare e valutare.