11.10.06

Il taxi multiculturalista

Sorridi, sei sul TBLOG
Da qualche anno, a Minneapolis, chi cerca di prendere un taxi può trovarsi con un problema.

Ad alcuni tassisti islamici non è gradito che sulla loro auto pubblica metta piede un possessore di alcool.

Il problema è cresciuto progressivamente, e recentemente è giunto all'attenzione del pubblico.
E' un problema che apparentemente potrebbe sembrare minore, ma che è invece paradigmatico della idiozia multiculturalista verso cui sta scivolando un mondo dove una volta, discriminare un utente per qualunque ragione religiosa o razziale avrebbe portato a conseguenze immediate e scontate.

Idiozia multiculturalista, cioè l'opposto di un modello di società dove tutti hanno uguale diritti e uguali doveri di fronte alla legge. Ma invece un sistema di ghetti incomunicanti e intolleranti, schiacciati ognuno sulla propria fazione più "pura". Un modello dove per prendere il taxi, devi stare attento che non sia un taxi islamista, almeno se hai avuto l'imprudenza di comprare sostanze sgradite alla religione del conducente.

In un mondo normale, con uguali diritti e doveri per tutti, il conducente -se non è in grado di trasportare tutti i clienti, indifferentemente da razza religione e borsa della spesa- semplicemente non fa il conducente.

Invece cosa succede a Minneapolis? Ai tassisti integralisti islamici che non caricano i clienti che portano alcool sarà tolta la licenza? No. Saranno denunciati? Nemmeno. Ma quando mai. Si studierà (rullo di tamburi...) un compromesso

Ne era allo studio uno con l'associazione dei guidatori, al 75% di religione islamica, secondo cui i tassisti che all'aeroporto non caricano i clienti con le bottiglie di whisky comprate al duty free avrebbero dovuto portare una bandierina di diverso colore. Non è andato bene. La risposta degli utenti è stata "overwhelmingly negative". Si sta studiando ancora, visto che il rischio è che i clienti passino all'autobus o alla metropolitana.

Viene voglia di darsi un pizzicotto e sperare che sia un brutto sogno.


L'articolo di Daniel Pipes sull'argomento


La foto è di Thermofunk

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5 commenti:

fausto ha detto...

riprendo a rileggerti con piacere...

la legge vale per tutti ma per l'islamico, in questo nostro mondo del correttismo politico, un pò meno ed ogni volta che si arretra di un centimetro avanza un centimetro di sharia.
Comunque non siamo da meno a Milano la scuola islamica fuorilegge si fa, si chiama "insieme", il multiculturalismo è come un campo di "inseme", ogni elemento equivalente va dentro un determinato insieme e li ci rimane, guarda solo se stesso ma a volte ha la forza per negare a tutti gli altri un posto.

ipazia ha detto...

bentornato.

Paolo Ortenzi ha detto...

Prima l'alcool. Poi cominceranno a non far salire donne se non velate (e chissenefrega se non sono nemmeno mussulmane).

Poi magari cominceranno a non far salire clienti con la kippah in testa...

Il multiculturalismo doveva assicurare che diverse culture potessero convivere insieme, non che una sola cominciasse ad imporre solo la propria...

silverlynx ha detto...

da noi invece si rifiuta l'avvocato d'ufficio perché donna. e il bello è che si viene anche accontentati!

barbara ha detto...

Fra un po' si procureranno il palloncino per verificare che il cliente non lo trasporti dentro, l'alcool.