14.6.06

Know your chicken

Sorridi, sei sul TBLOGVale la pena di fare altre lodi ad Amir Peretz?

La "grande speranza sefardita", il sindacalista duro e puro che molti temevano avrebbe portato Haavodà troppo a sinistra.

L'attivista di Peace Now, paracadutato nella sorpresa generale al ministero della difesa.

Mentre Peretz si affacciava sulla scena, mi capitò di scrivere che la grande novità era che la sinistra laburista, riprendendo la bandiera sociale, cessava di identificare "più di sinistra" come "più colomba", cioè con la china che ha portato tutti i nuovi immigrati tra le braccia del Likud. E il Labour al declino e alla marginalità politica.

A questo atteggiamento realista, né da falco né da colomba, ha certamente contribuito l'origine marocchina di Peretz, cioè l'appartenenza a una comunità che ha conosciuto la vita sotto i regimi arabi, ne conosce la mentalità, è meno disposta ad inutili giri di valzer sotto i riflettori, che vengono costantemente e disastrosamente intesi in modo opposto dalle controparti.

Essendoci cresciuto in mezzo, Peretz sa che nella cultura araba le parole, le affermazioni, le dichiarazioni di intenti hanno un codice espressivo preciso. "Io farò", non significa nulla.
Un impegno non è un impegno se non viene ribadito, sottolineato, ripetuto, rilanciato, risottolineato con corollario.

Ed è quello che Peretz ha fatto giovedì, non solo dicendo che Israele non avrebbe più accettato il lancio di razzi su Sderot, una città che si avvia a diventare fantasma. Ma che il tempo della tolleranza era finito, esaurito, concluso. Non l'ha solo detto, così. Ha precisato che l'IDF era pronta a lanciare operazioni su larga scala per reinvadere parte di Gaza e disarticolare il potere di Hamas. E non l'ha solo pronuncito davanti a un microfono. L'ha fatto sapere per canali riservati ai papaveri di Hamas, si è accertato che il messaggio arrivasse a destinazione in tutta la sua ricchezza e nella più viva chiarezza.

Hamas ha testato il messaggio e i razzi sono partiti lo stesso. L'IDF ha risposto con l'artiglieria. L'incidente della spiaggia è tragico e niente affatto chiaro. Esiste una robusta possibilità che sia stato causato da una mina palestinese e non dal fuoco israeliano, come illustra questo resoconto di HaAretz (il migliore pubblicato fino ad ora) Ma comunque siano andate le cose, certo Peretz non si è fatto intimidire da minacce e proclami e ha continuato a colpire i lanciatori sia dal cielo che da terra, anche a costo di provocare altre vittime. E soprattutto, ha continuato ad affermare (e dimostrare) che nessun incidente, per tragico che fosse, avrebbe fermato l'IDF dal compiere il suo dovere di fermare gli attacchi sul proprio territorio.

A questo punto i razzi, per la prima volta in questi mesi si sono fermati.

[Ecco la notizia da Haaretz]

A fermarli, non è stata la violenza della risposta, che non è inedita. E' stata la chiarezza cristallina, addirittura ridondante, del messaggio lanciato da Peretz alla controparte palestinese. Un messaggio lanciato da uno che conosce i suoi polli.

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1 commento:

barbara ha detto...

Splendidissimo post.