12.2.06

Adriano Prosperi su "Pasque di Sangue"

"Nessun riscontro persuasivo"
"Buon teorico, pessimo seguace del metodo che propone"

Da REPUBBLICA di sabato 10 febbraio, riportiamo una recensione del libro di Toaff firmata da Adriano Prosperi, storico modernista dell'Università di Pisa: Online su Informazione Corretta

La scheda di Adriano Prosperi

La data del giorno della memoria è appena passata quando si deve aprire il dossier del cosiddetto "omicidio rituale"ebraico. Lo si fa con grande disagio. Ma due ragioni impongono che si torni a parlare di qualcosa che credevamo sepolto per sempre sotto gli orrori che ha prodotto e legittimato: la prima è che il libro esce in una autorevole collana di cultura storica; la seconda è che l´ipotesi che ci siano state delle "pasque di sangue" - sangue di bambini cristiani torturati e dissanguati – viene avanzata da uno storico che si chiama Toaff e che insegna in una università ebraica.
Immaginiamo che ci sia stata della sofferenza in uno storico ebreo davanti a una scoperta del genere e un conflitto interiore davanti al dovere professionale di non dire il falso e di non tacere niente del vero. Ma qui la sofferenza è cancellata dall´emozione di chi propone la madre di tutte le revisioni. La quarta di copertina strizza l´occhio al lettore: questo libro "affronta coraggiosamente uno dei temi più controversi nella storia degli ebrei d´Europa". Non si capisce bene dove sia il coraggio visto che la tesi qui sostenuta legittima le accuse dei vincitori e le persecuzioni dei vinti. E comunque non si tratta certo di un tema controverso. Non lo è per gli storici: nessuno storico degno di questo nome, almeno finora, ha mai dato corpo all´accusa dell´infanticidio rituale ebraico. Né lo è più da tempo per la Chiesa cattolica nel cui nome operarono i giudici dei processi contro gli ebrei. Lentamente ma con decisione, le anime dei bambini presunte vittime degli ebrei, elette alla gloria degli altari a furor di popolo, ne sono state ufficialmente fatte discendere.
Ma vediamolo questo libro. La prima sorpresa è che non ci sono documenti nuovi, solo un uso diverso delle fonti già note. La prova della sua tesi Toaff la trova nelle confessioni fatte dagli ebrei nei processi intentati a loro carico: qui, secondo lui, imputati diversi a distanza di tempo e di luogo non solo riferirono gli stessi particolari ma rivelarono anche qualcosa che solo gli ebrei potevano conoscere. Toaff non lo dice, ovviamente, ma la prima parte del suo argomento è identica a quello che dicevano secoli fa gli inquisitori, quando le accuse di infanticidio rituale passarono dagli ebrei alle streghe: la realtà del Sabba stregonesco emergeva secondo loro dalla perfetta sovrapponibilità delle confessioni delle imputate. La seconda partedell´argomento è dottamente argomentata con una citazione di Carlo Ginzburg: quando nei documenti della violenza dei persecutori si trovano frammenti della cultura perseguitata che non trovano riscontro in quella dei persecutori si apre uno spiraglio sull´autentica identità delle vittime. Il principio è buono e ha consentito a Ginzburg di rileggere in modo nuovo un grande problema storico. Ma Toaff, buon teorico, è un pessimo seguace del metodo che propone.
Il problema è semplice : è vero o no che nelle Pasque ebraiche veniva usato sangue cristiano procurato con infanticidi? Che gli imputati sottoposti a tortura lo ammettessero non è una prova, visto che questo era esattamente ciò che i giudici volevano far loro dichiarare. Bisogna cercare riscontri puntuali di quelle conoscenze segrete svelate a giudici ignari: e Toaff non ce ne offre nessuno che appaia persuasivo. Però almeno una volta annuncia trionfante di aver trovato i "precisi riscontri" di cui va in caccia. Vediamoli. Si tratta della testimonianza resa da Giovanni da Feltre, ebreo convertito, nel celebre processo trentino del 1475 per l´infanticidio del piccolo Simonino. Giovanni era figlio dell´ ebreo Sachetus, originario di Landshut, in Baviera, dove nel 1440 cinquantacinque ebrei erano statibruciati con l´accusa di aver ucciso un bambino. Giovanni , dopo aver tentato di schermirsi, finì col confessare che suo padre nel giorno della Pasqua ebraica era solito versare sangue del bambino cristiano nel suo vino e spargerlo sulla mensa maledicendo i cristiani; e aggiunse che tutti gli ebrei facevano così in segreto e che lui lo aveva visto e sentito. Questo documento, così importante per lui, Toaff lo cita di seconda mano. Se avesse avuto la pazienza di risalire all´ottima edizione che ne hanno fatto Anna Esposito e Diego Quaglioni avrebbe scoperto: 1) che Giovanni era in prigione per altro reato , per cui la sua testimonianza di uomo "infamatus" non era valida in giudizio. Chi se ne servì fece un abuso di potere e torchiò un uomo che aveva motivi forti per prestarsi alla volontà del potere; 2)che Giovanni non rivelò qualcosa che il giudice non conosceva, ma confermò colorendolo con qualche dettaglio ciò che il podestà gli aveva suggerito nella domanda verbalizzata in processo. Lasua testimonianza fu decisiva per mettere in moto la feroce macchinagiudiziaria.Ma quella testimonianza e l´intero processo furono giudicati nulli dalcommissario apostolico inviato da papa Sisto IV (perché quel processo trentino fu così abnorme da attirare l´attenzione di Roma). Le regole di procedura penale tenevano conto di qualcosa che in questo libro non risulta mai con la dovuta chiarezza: il terribile potere della tortura, mezzo capace di far confessare qualunque cosa a chiunque. Le norme imponevano che si ricorresse alla tortura solo in presenza di prove e testimonianze valide. Sarebbe come seoggi, scomparso per fortuna (ma a qual prezzo) il sospetto di infanticidio rituale contro gli ebrei ma sopravvivendo altre categorie sociali di diversi, i giudici torturassero gli zingari ogni volta che scompare un bambino. Invece nel 1475 il podestà di Trento, spinto dal vescovo-principe Hinderbach, sottopose gli ebrei trentini a torture violentissime in assenza di prove valide e poi assunse come prova le confessioni dei torturati. Subito dopo in quel drammatico scorcio del ‘400 ci fu un´epidemia di casi di presunti infanticidi edi violenze antiebraiche. L´Inquisizione spagnola nacque sull´onda delle emozioni antiebraiche per il caso di un "santo bambino". Ancor oggi nelle chiese spagnole, nonostante i divieti della Chiesa di Roma, capita di vedere venerati bambini crocifissi da ebrei. Ma di questi casi Toaff curiosamente non parla: e questo perché ha un suo paradigma interpretativo che attribuisce l´infanticidio e più in generale l´omicidio rituale non a tutti gli ebrei ma solo agli ashkenaziti. Quel mondo ebraico di area germanica, imbarbarito nei rituali e dominato da una superstiziosa fiducia negli usi terapeutici e magici del sangue, oltre che animato da odii più radicati nei confronti dellapopolazione cristiana, gli è sembrato il candidato giusto per l´originedell´infanticidio e per la sua diffusione fino nelle propaggini trentine e venete. Ma perché non ci dice che dal mondo germanico veniva anche il vescovo Hinderbach e che nella sua testa la convinzione della colpa degli ebrei era fissa fin da prima del processo? così fissa e stabile da andare in cerca in casa dell´imputato Samuele del coltello rituale del sacrificio e, non trovandolo, da accontentarsi di far confessare sotto tortura a Samuele che gli ebrei si erano irritualmente serviti di una tenaglia.
Resterebbe da dire del dubbio coniugio fra l´antropologia dei riti ebraici qui diffusamente esposta e la storia dei rapporti di potere e dei pogrom. Il modo di procedere del libro è come un gioco a carte truccate: le storie che le vittime raccontarono per saziare i carnefici sono prese per buone, ricucite con altre storie e amalgamate con abbondante salsa antropologica di storia dei rituali ebraici. Ma accostare pratiche rituali ebraiche più o meno connessecol sangue e ammissioni di infanticidi fatte da persone sotto tortura vuol dire costruire un castello senza fondamenta. Anche le streghe, eredi di quell´accusa inquisitoriale di infanticidio rituale già sperimentata contro gli ebrei confessarono ai giudici dell´Inquisizione (spesso perfino senza torture) di avere fatto morire bambini, di averli ritualmente mangiati, di avere maledettola croce e trescato col demonio. Per rendere credibili le confessioniraccontarono molti episodi e denunziarono persone reali come complici.Finché all´inizio del ‘600 un documento ufficiale del Sant´Uffizio romano ordinò che non si prestasse più fede né alle confessioni delle streghe pentite, per quanto circostanziati, né agli indizi di riti magici, né alle accuse delle popolazioni cristiane a proposito di presunti infanticidi: per procedere in via giudiziaria ci doveva essere il corpo del delitto, cioè la prova che i bambini erano stati effettivamente fatti morire dalle streghe con arti diaboliche. Così finì la storia del sabba stregonesco. Ben prima era entrato in crisi nella cultura dei giudici dell´Inquisizione anche quel paradigma dell´infanticidio rituale ebraico che ora salta fuori come uno scherzo carnevalescodi pessimo gusto. Arnaldo Momigliano diceva che, se uno storico sbaglia nell´uso delle fonti, ci pensano i colleghi a farglielo notare con la debita durezza. Però Momigliano non poteva prevedere che, cambiando i tempi, la critica storiografica venisse amministrata dai professori non dalla cattedra universitaria ma dalla redazione di un giornale o dallo studio di una televisione: con l´inevitabile dose difretta e – talvolta, ma non necessariamente – di cinismo che ne deriva.

8 commenti:

Vincenzo ha detto...

Non vedo perché questa levata di scudi, assoluta contro una pratica che , se avvenuta, lo è in tempi ormai remoti.
Io in quanto toscano dovrei risentirmi forse se mi vengono ricordati i sacrifici umani che abitualmente venivano compiuti dagli etruschi?
Non sono antisemita e neanche antisionista (tanto è li che si va a parare), diverso è il revisionismo nei confronti della shoah che non è fatto storico ma, purtroppo, ricordo vivo nelle vittime e il negarlo o ridurne la portata con una volgare contabilità dei cadaveri è atteggiamento, a mio avviso, osceno ed esecrabile.
Qui stiamo parlando di avvenimenti storicizzati del tutto ininfluenti sull'oggi, sono forse i discendenti degli atzechi responsabili dei sacrifici fatti dai loro antenati?
Siamo un po' più tolleranti e non vediamo ogni rilettura della storia solo in chiave antisemita che detto francamente mi pare un torto anche nei confronti della cultura ebraica che da ateo, di formazione culturale cattolica, ammiro molto.
Saluti

Tonibaruch ha detto...

Perché questa calunnia (non questa pratica) è una costante del pregiudizio antiebraico, e la fonte di molto lutti e pogrom.

Perché questa calunnia viene ancora una volta mossa senza nessuna fonte a sostegno.

Perché nel caso dell'odio antiebraico, dal deicidio alla calunnia del sangue, non c'è mai nulla che passi. Per qualche ragione, qualcuno continuerà sempre a ritenere ogni ebreo responsabile in solido delle nequizie (normalmente fantasiose) attribuite al suo popolo in qualunque tempo.


Perché questa calunnia continua a essere mossa ed è un elemento dell'antisemitismo sterminazionista che viene propagandato nel mondo islamico.

La Toscana e gli etruschi, dunque, c'entrano poco.

http://en.wikipedia.org/wiki/Blood_libel_against_Jews

Buona lettura

Vincenzo ha detto...

Guarda che ne ero già a conoscenza, un elemento o un fatto possono essere veramente accaduti anche se spiacevoli anche se verranno poi usati strumentalmente da altri, ma se è accaduto o comunque ci sono alcuni (Toaff parla nelle sue interviste di altri elementi nuovi non solo dei resoconti delle confessioni rese sotto tortura) fatti che portano a riconsiderare la faccenda è giusto che vengano divulgati e non taciuti solo perché i negazionisti e gli sterminazionisti ne farebbero un uso distorto.
La Toscana e gli Etruschi c'entrano eccome a mio avviso, bisogna cominciare a storicizzare certi eventi e non sempre a levare scudi ogni volta che qualcuno cerca di parlarne in chiave storica.
Saluti
Aggiungo che ridurre il tutto ad un link di wikipedia mi pare poco....da anni vengo regolarmente bannato e minacciato via mail da quegli idioti e antisemiti di holywar.org perché mi inserisco nelle loro farneticanti discussioni, l'argomento pur non da storico lo conosco bene, ho spesso polemizzato al riguardo con Blondet e soci ma non mi tiro indietro quando uno studioso di cui ho letto i precedenti scritti e di cui ho una certa ammirazione afferma che ci sono elementi da riconsiderare riguardo ad alcuni tabu storici.
Saluti

Tonibaruch ha detto...

Guarda che ne ero già a conoscenza, un elemento o un fatto possono essere veramente accaduti anche se spiacevoli anche se verranno poi usati strumentalmente da altri, ma se è accaduto

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Peccato che tutta la storiografia sia unanime nel sostenere che non è accaduto.

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o comunque ci sono alcuni (Toaff parla nelle sue interviste di altri elementi nuovi non solo dei resoconti delle confessioni rese sotto tortura)

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No

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fatti che portano a riconsiderare la faccenda

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Sono esattamente quelli che maancano. (ma l'hai letta la recensione che commenti???) Se ci fossero non staremmo a discutere di una operazione indegna e di un disastro accademico (per Toaff)

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Tonibaruch ha detto...

bisogna cominciare a storicizzare certi eventi

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Si è già fatto da tempo. Sgombrando il campo dalla calunnie antisemite. (m l'hai letta la recensione che commenti???)

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e non sempre a levare scudi ogni volta che qualcuno cerca di parlarne in chiave storica.

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Appunto, qui la chiave storica è tutta dall'altra parte della calunnia del sangue.

Sorry.


E' roba oscurantista da incappucciati. Almeno finché non si mostra qualche fonte nuova e qualche fatto nuova.
Saluti
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Aggiungo che ridurre il tutto ad un link di wikipedia mi pare poco....

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E' pochissimo, ma è già un punto di partenza per farti capire dov'è la storiografia a proposito della calunnia del sangue. In basso ci sono un paio di ottimi libri segnalati. Che, se letti e compresi, eviterebbero di cadere in certe trappole

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da anni vengo regolarmente bannato e minacciato via mail da quegli idioti e antisemiti di holywar.org perché mi inserisco nelle loro farneticanti discussioni, l'argomento pur non da storico lo conosco bene, ho spesso polemizzato al riguardo con Blondet e soci ma non mi tiro indietro quando uno studioso di cui ho letto i precedenti scritti e di cui ho una certa ammirazione afferma che ci sono elementi da riconsiderare riguardo ad alcuni tabu storici.

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Informati meglio. Toaff ha scritto dei buoni libri. Questo è una cazzata indecorosa, e come tale è stato accolto, non dalla "censura ebraica" ma dalla comunità degli STORICI. Tanto per capire dove sta la storia, e il metodo scientifico in questa faccenda.

Tb

Anonimo ha detto...

Il paradosso sta nel fatto che questa volta le calunnie antisemite vengono da un ebreo figlio di un ex rabino capo professore in una universita' isdraeliana....è difficile accusarlo di antisemitismo...

Tonibaruch ha detto...

Nessun paradosso.

Lo stesso Toaff nella seconda edizione afferma che l'omicidio rituale è una calunnia antisemita e che a Trento no si è svolto nulla di simile o di assimilabile.

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e